Every photo is a place I don’t live anymore raccoglie una serie di immagini realizzate nei primi anni Duemila, in un momento iniziale del mio percorso fotografico.

Il progetto nasce come rilettura di fotografie scattate in un periodo in cui l’immagine cominciava a diventare uno strumento per osservare il rapporto tra esperienza, memoria e distanza. Luoghi, persone e frammenti quotidiani emergono come tracce di un tempo personale ormai trasformato.

Ogni fotografia diventa così uno spazio mentale: un luogo attraversato, abitato o semplicemente osservato, che oggi non esiste più nello stesso modo, se non attraverso l’immagine. Il lavoro riflette sul modo in cui la fotografia conserva ciò che cambia, restituendo una forma visibile alla perdita, al passaggio del tempo e alla costruzione della memoria.​​​​​​​

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